Salute del Vino
Gruppo di alto livello Ue

Soddisfazione per la volontà del commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos di creare un Gruppo ad alto livello per analizzare lo stato di salute e gli scenari futuri della vitivinicoltura nell’Ue viene espressa dal ministro dell’agricoltura, Mario Catania, e dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori.
“E' un buon segnale – dice Catania–, significa che ci si è resi conto che sull’eliminazione del regime dei diritti d’impianto c’è ancora bisogno di discutere”. La decisione, presa nel 2008, intendeva promuovere la liberalizzazione dei vigneti a partire dal 2016, sopprimendo l’attuale sistema, per cui è necessario ottenere dei diritti di produzione. Per Catania, in quel consesso “emergerà una richiesta largamente maggioritaria per una prosecuzione del regime dei diritti nel settore”. Una richiesta sostenuta in primis dal governo italiano, preoccupato dagli effetti destabilizzanti che una liberalizzazione della coltivazione della vite potrebbe produrre.
“E’ il riconoscimento -afferma la Cia- per un settore simbolo dell’agricoltura mediterranea e strategico per molti paesi dell’Unione. In Europa si consuma il 57 per cento, ma si produce il 65 per cento del vino del pianeta, con una grande capacità di esportazione, che non rappresenta solo un valore economico, ma anche storico, evocativo e culturale.
La costituzione del Gruppo di alto livello, rileva la Cia “è, quindi, un’occasione per proiettare il comparto a un ulteriore sviluppo, prefigurando le politiche più adeguate”.
La Cia, comunque, ritiene non opportuno concentrare l’attenzione alla difesa di strumenti cristallizzati, che limitano il dinamismo del settore. Occorre, invece, rafforzare il legame tra vitivinicoltura e territorio e organizzare la filiera con strumenti innovativi, che valorizzino l’autoregolamentazione, promuovano la qualità, stabilizzino i redditi dei viticultori ed accrescano la loro forza contrattuale lungo la filiera.