Congresso dell'apicoltura
Grande successo

Grande successo del XXVIII Congresso dell'Apicoltura Professionale che si è tenuto a Saluzzo dal 24 al 29 gennaio 2012. Oltre 200 aziende apistiche professionali provenienti da tutta Italia, cui si aggiungono tutte le principale aziende piemontesi, hanno partecipato ai lavori.
Sono state cinque giornate ricche di incontri, visite aziendali, dibattiti, degustazioni per affermare il ruolo strategico dell’apicoltura italiana nell’ambito dell’economia agroalimentare che secondo I.S.M.E.A. evidenzia un incremento della produzione di miele di quasi il 50% nel 2009 rispetto al 2008, con 1.127.836 alveari stimati a livello nazionale.
Dati importanti che evidenziano però come in Italia il patrimonio apistico sia notevolmente inferiore alla media europea che nel 2010 censiva 14.075.111 alveari. “Purtroppo - asserisce Claudio Cauda Presidente Nazionale Apicoltori Professionisti Italiani – in Italia non è ancora operativa l’anagrafe apistica nonostante siano tre anni che attendiamo il decreto attuativo. Solo alcune regioni, tra cui il Piemonte, si sono dotate di idonei strumenti operativi per censire la consistenza del patrimonio apistico”.
“Dai dati in possesso delle Associazioni degli Apicoltori - aggiunge Francesco Panella Presidente U.N.A.A.P.I. - risulta che il settore è in forte ripresa dopo la sospensione dei concianti neo-nicotinoidi per la concia dei semi di mais. Infatti il patrimonio apistico si era notevolmente contratto nel momento della loro maggior diffusione, mentre oggi è ripresa la tendenza alla crescita del patrimonio apistico”. Il Congresso Nazionale quest’anno si è svolto a Saluzzo perché il Piemonte, dopo la Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di apicoltori. Gli alveari censiti nel 2010 sono stati 127.465 con un numero di apicoltori pari a 3.590. Sul dato nazionale il Piemonte rappresenta oltre l’11% degli alveari presenti in Italia. La produzione di miele del Piemonte potrebbe assestarsi tra 35/45.000 q.li mentre quella nazionale supera i 300.000
In questo settore, come nei restanti dell’agricoltura, la professionalità incide notevolmente sulle capacità produttive. Il Ministero dell’Agricoltura è vicino agli apicoltori italiani con una competenza tecnica che viene estesa anche a livello europeo. Questa situazione mette in evidenza le possibilità di sviluppo economico del settore apistico che in questi anni ha sviluppato eccellenze legate a prodotti territoriali tutelati da specifici consorzi favorendo in questo modo l’aumento dei consumi di miele. Oggi accanto al consumo tradizionale si è sviluppato quello gastronomico ed in molti casi il miele viene utilizzato in sostituzione dei dolcificanti dietetici. Un settore che vive di professionalità e passione. Sinora non ha mai beneficiato degli interventi della Pac (sostegno del reddito) e di altri provvedimenti economici per favorirne l’ulteriore sviluppo.

Angelo Regelo