Il
blocco delle esportazioni annunciato dalla Russia sta alimentando nervosismo
sui mercati mondiali del frumento con lindustria che paventa nuovi
prezzi alle stelle. In Italia abbiamo ancora scorte del 2009 e le importazioni
di prodotto avvengono principalmente da Messico e Turchia. Tra laltro,
i produttori di grano italiani vendono, ad oggi, grano di buona qualità
10 euro sotto il costo di produzione. E per il 2010 il raccolto è
buono. Ad evidenziarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori
in merito alle vicende connesse al prezzo del grano quindi alla siccità,
caldo e incendi che sta imperversando lEuropa orientale.
Sul mercato nazionale il grano duro seppur con lievi aumenti di prezzo
viene venduto di gran lunga sotto i prezzi di produzione siamo ad oggi
per i grani di buona qualità intorno ai 18 euro al quintale con
prezzi di produzione intorno ai 28 euro.
Nel nostro Paese -evidenzia la la Cia-Confederazione italiana
agricoltori - mentre il ricorso continuo alle importazioni (anche sotto
trebbia) non stanno certo facendo aumentare significativamente il prezzo
per i nostri i produttori.
Secondo i dati del Ministero provenienti dai bollettini Aagrit vi è
stata una superficie seminata a grano duro pari a 1.230.250 Ettari,
una superficie più o meno uguale a quella del 2009 che secondo
i dati Agrit era di 1.246.000 Ettari. La produzione sempre secondo i
dati Agrit sarebbe nel 2010 di 41.590.646 quintali a fronte di una produzione
del 2009 di 39.935.112 quintali.
Le rese sono di 33,8 q per ettaro nel 2010 e di 32 q per ettaro nel
2009 con rese molto elevate nel nord Ovest e nel Sud.
Viceversa, secondo le nostre stime, chiarisce la Cia nel 2009
abbiamo calcolato 1.180.000 ettari seminati, con una produzione intorno
ai 32 milioni di quintali, quindi di gran lunga inferiore ai dati comunicati
dal Ministero, le rese nel 2009 sono state basse soprattutto perché
i prezzi degli imput chimici sono rimasti alti mentre i prezzi di mercato
del grano sono rimasti molto ma molto bassi. Nel 2009 anno solare c
stato aumento delle importazioni sul 2008 del 28 per cento grazie alla
convenienza del cambio dollaro/euro.
Nel 2010 le semine segnalavano un calo delle richiesta del seme certificato
del 22 per cento, considerato che fino a dicembre il seme certificato
era obbligatorio per lart 68 il dato è da considerare veritiero.
Sulle produzioni nel 2010 -conclude la Cia- le rese sono molto buone
soprattutto nel nord est e a sud quindi realisticamente pensiamo che
questanno la produzione possa aver raggiunto realisticamente non
meno di 36 milioni di quintali.